⏰ In 30 secondi:
- L'Italia registra tassi medi sui mutui al 3,38%, tra i più bassi in Europa;
- Il variabile (TAN 2,62%) resta attualmente più conveniente del fisso (3,37%);
- Futuri rialzi BCE potrebbero ridurre il vantaggio del variabile sul fisso.
Secondo l'European Mortgage Federation, solo pochi Paesi europei offrono condizioni migliori dell'Italia sui mutui. Il variabile è ancora avanti sul fisso, ma lo scenario geopolitico e le tensioni inflazionistiche rendono la scelta del finanziamento più delicata.
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Nel quarto trimestre del 2025, il mercato italiano dei mutui casa si è confermato tra i più competitivi del continente. Secondo l'ultima rilevazione dell'European Mortgage Federation, tra ottobre e dicembre 2025 il tasso medio applicato ai mutui in Italia si è attestato al 3,38%, in lieve crescita rispetto al 3,28% del trimestre precedente, mantenendosi comunque tra i valori più contenuti nel panorama europeo.
Il dato italiano risulta nettamente inferiore rispetto a quello registrato in molti altri Paesi. In Ungheria il tasso medio ha raggiunto il 6,46%, in Romania il 5,82%, in Norvegia il 5,09%. Anche nel Regno Unito i mutui risultano più costosi, con una media del 4,18%, pari a 80 punti base in più rispetto all'Italia.
Più vicini ai livelli italiani si collocano Germania al 3,71%, Olanda al 3,60% e Grecia al 3,55%, mentre solo Belgio al 3,33%, Danimarca al 3,14%, Francia al 3,09% e, in modo più netto, la Spagna al 2,63% registrano condizioni migliori.
Come confermano i dati dell'European Mortgage Federation, il mercato italiano dei mutui rimane competitivo e continua a mostrare un grande potenziale. I mutuatari italiani possono contare su tassi interessanti e sulla forte competitività degli istituti di credito, che continuano a proporre soluzioni vantaggiose e spread contenuti, soprattutto sul mutuo a tasso fisso.
Nel quadro attuale, il mutuo a tasso variabile continua a essere la soluzione più economica. Il TAN medio, considerando offerte green e standard, si attesta al 2,62%, contro il 3,37% del fisso. Su un mutuo a 30 anni da 150.000 euro, la differenza si traduce in una rata mensile di 602 euro contro i 663 euro del fisso: 61 euro in meno ogni mese e oltre 21.800 euro di interessi risparmiati sull'intera durata del finanziamento.
Un vantaggio concreto, ma che potrebbe ridursi nei prossimi mesi. L'attuale scenario geopolitico, con il conflitto in Medio Oriente e le sue conseguenze sull'inflazione, potrebbe spingere la BCE a intervenire sui tassi entro fine anno. I mercati ipotizzano già un primo rialzo nella riunione dell'11 giugno.
Se oggi scegliere il variabile garantisce un risparmio immediato rispetto al fisso, questo vantaggio potrebbe ridursi sensibilmente nei prossimi mesi: un rialzo dell'Euribor, accompagnato da una sostanziale stabilità degli indici IRS, porterebbe a un progressivo riavvicinamento tra le due tipologie di finanziamento.
Un aumento di 25 punti base porterebbe il TAN medio del variabile al 2,87%, facendo salire la rata mensile a 622 euro, 20 euro in più rispetto a oggi e un incremento del costo totale del mutuo di circa 7.400 euro.
Con due rialzi consecutivi da 25 punti base, il TAN medio del variabile arriverebbe al 3,12%, portando la rata a 642 euro al mese. In questo scenario, la forbice con il tasso fisso si ridurrebbe a soli 25 punti base, con una differenza sulla rata di appena 20 euro a favore del variabile. Anche in questo caso, il tasso variabile continuerebbe comunque a garantire un risparmio complessivo di circa 7.400 euro sull'intera durata trentennale.
Il quadro complessivo che emerge dai dati EMF è quello di un sistema del credito ipotecario europeo chiamato a rispondere a sfide sempre più complesse. "L'accessibilità abitativa, la transizione climatica, i cambiamenti demografici e le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo i sistemi abitativi a livello globale", osserva Luca Bertalot, Segretario Generale EMF-ECBC. "Un mercato dei mutui efficiente non rappresenta soltanto un vantaggio per i consumatori, ma costituisce anche un fattore chiave per rafforzare la crescita economica e la coesione sociale. Ogni punto percentuale risparmiato sul costo di un finanziamento ipotecario si traduce in maggiore potere d'acquisto per le famiglie e in una maggiore stabilità per l'intero sistema economico."
In un momento in cui le variabili in gioco sono molte e il mercato può cambiare rapidamente, scegliere il miglior mutuo richiede un’informazione aggiornata e la possibilità di confrontare le offerte disponibili. Su vaxqenorli.pro è possibile simulare la rata del mutuo, valutare fisso e variabile e individuare la soluzione più adatta al proprio profilo.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Credem | 2,98% | € 420,53 | 3,36% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
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