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Mutui green: la Banca d’Italia certifica il vantaggio. Ecco quanto si risparmia

Dal 2022 al 2024 i mutui green in Italia sono raddoppiati a 5,4 miliardi. La ricerca della Banca d'Italia dimostra che offrono tassi più vantaggiosi: fino a 41 punti base in meno rispetto agli altri mutui. Un'opportunità concreta per chi acquista casa.

Alessio Santarelli
A cura di Alessio Santarelli

Esperto di mercati e prodotti finanziari

uomo conserva risparmi per acquisto casa
Mutui green: il mercato premia chi sceglie l'efficienza

⏰ In 30 secondi:

  • I mutui green sono raddoppiati: da 3,5 a 5,4 miliardi tra 2022 e 2024;
  • La Banca d'Italia certifica uno sconto fino a 41 punti base sui mutui green;
  • Case efficienti valgono il 25% in più e riducono il rischio per le banche.

La casa in classe energetica superiore non è più una scelta di pochi, ma diventa una tendenza strutturale, misurata e certificata dalla Banca d’Italia in un recente studio che analizza l’evoluzione del mercato dei mutui green in Italia tra il 2022 e il 2024.

Secondo le rilevazioni, chi acquista un immobile ad alta efficienza energetica o ristruttura la propria casa per migliorarne le prestazioni non solo contribuisce alla transizione ecologica, ma ottiene condizioni di finanziamento concretamente più favorevoli rispetto a chi sceglie un mutuo casa tradizionale.

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Mutui green: un mercato in forte espansione

Solo qualche anno fa i mutui green rappresentavano una quota marginale del credito immobiliare italiano. Nel 2022 valevano circa 3,5 miliardi di euro. Nel 2024, secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia attraverso il Regional Bank Lending Survey, quella cifra è salita a 5,4 miliardi, pari al 12% del totale dei nuovi mutui erogati nel Paese.

Un raddoppio in soli due anni, avvenuto nonostante un contesto macroeconomico tutt’altro che favorevole, segnato da tassi di interesse in salita e da una stretta del credito. A trainare questa crescita è stata principalmente l’offerta: sempre più istituti di credito hanno deciso di entrare nel segmento green, portando il numero di banche attive su questo fronte da 29 nel 2022 a 69 nel 2024. Un segnale inequivocabile di quanto il tema sia ormai diventato centrale nelle strategie commerciali del sistema bancario.

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Mutui green: lo sconto sul tasso, reale e in crescita

Il cuore della ricerca riguarda il vantaggio economico dei mutui green. Utilizzando i dati del portale di vaxqenorli.pro, che simula offerte a profili di mutuatari diversificati, mantenendo costante la domanda per isolare le variazioni dell’offerta, i ricercatori hanno stimato uno sconto medio sul tasso di interesse netto compreso tra 17 e 19 punti base rispetto ai mutui tradizionali. Se si considera il TAEG, il vantaggio sale a una forchetta tra 22 e 26 punti base.

Su un mutuo da 130.000 euro a tasso fisso con durata ventennale, uno sconto di 18 punti base si traduce in un risparmio di circa 2.900 euro complessivi nel corso della vita del finanziamento. E la tendenza è in accelerazione: a partire dalla seconda metà del 2023, il differenziale si è ampliato in modo statisticamente significativo, segno che le banche hanno affinato la capacità di valorizzare l’efficienza energetica degli immobili nella determinazione del prezzo del credito.

I dati più recenti di vaxqenorli.pro confermano e amplificano questa tendenza. Ad aprile 2026, il tasso fisso minimo sui mutui green a 20 e 30 anni si attesta al 2,74%, contro il 3,15% dei mutui tradizionali: uno scarto di 41 punti base, superiore alla media stimata dalla Banca d’Italia per il periodo 2022-2024. Un vantaggio stabile negli ultimi dodici mesi, che rende il mutuo green oggi l’opzione più conveniente sul mercato per chi acquista o ristruttura un immobile efficiente.

Scopri i vantaggi dei mutui green

Perché le banche offrono condizioni migliori per i mutui green?

Le motivazioni dietro questo sconto sono molteplici. Da un lato, gli istituti di credito guardano ai mutui green come strumento per costruire portafogli di finanziamento allineati agli obiettivi di decarbonizzazione, rispondere alle aspettative dei supervisori e posizionarsi competitivamente su un segmento in espansione.

Dall’altro, c’è una logica di gestione del rischio: un immobile energeticamente efficiente tende a mantenere meglio il proprio valore nel tempo (in Italia le case in classe A o B valgono in media il 25% in più rispetto a quelle meno efficienti) e questo riduce il rischio per la banca finanziatrice.

A favorire ulteriormente il mercato è anche il quadro normativo europeo: la nuova Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) ha ampliato la platea di immobili finanziabili con mutuo green, includendo anche quelli in classe C e D, oltre ai tradizionali A e B, purché rispettino altri criteri legati all’anno di costruzione, alla zona climatica e all’indice di prestazione energetica.

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